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Rocco PELLICANI, Referente Regionale Juventus Club Doc

Conte: «Il mio grazie ai tifosi»

Conte: «Il mio grazie ai tifosi»

In panchina è già tornato a Palermo, riprendendo con la vittoria le care vecchie abitudini. E oggi Antonio Conte si è presentato anche in conferenza stampa per la prima volta in stagione. Un dettaglio non banale il fatto che il tecnico abbia ripreso a parlare alla vigilia della partita contro il Cagliari, ma che anzi sottolinea quanto lui e la Juve tengano alla Coppa Italia: «E’ una delle tre competizioni ufficiali, anzi la quarta visto che c’era la Supercoppa e l’abbiamo vinta. E noi vogliamo fare del nostro meglio sempre. La Coppa Italia è una vetrina da sfruttare per far giocare chi in questo momento ha avuto meno occasioni: giocatori in cui ho grandissima fiducia, Giaccherini, Marrone, Caceres… tutti elementi a cui non rinuncerei mai e che, fino a quando l’allenatore della Juventus, rimarranno sempre con me. Ho citato solo qualcuno, ma il discorso va allargato a tutti».

Per la gara di mercoledì Conte recupera Isla e Marrone, «mentre Caceres è in dubbio e Lucio non è ancora pronto. Gli altri sono tutti disponibili. In porta giocherà Buffon, perché Robinho è arrivato con uno strappo muscolare e ci sono voluti due mesi per rimetterlo a posto. Non ci sono state le condizioni per testarlo, quindi, visto che Storari è squalificato, partiremo con Gigi e poi, magari a partita in corso proveremo Robinho».

La partita contro il Cagliari sancirà il ritorno di Conte allo Juventus Stadium, che per l’occasione sarà ancora una volta tutto esaurito: «Io vivo di emozioni e passioni e nel momento in cui mi verranno a mancare smetterò di fare questo lavoro. Domani mi emozionerò, ma non accetto che si dica che i tifosi domani verranno per me. Verranno per ringraziare la squadra e vedere un bello spettacolo, come di solito sono abituati a fare. Mi auguro di regalarlo loro anche domani».

Proprio ai tifosi Conte dedica un ringraziamento speciale: «Sono stati fondamentali nei momenti di rabbia e scoramento. Mi hanno sempre spinto a non mollare, mi sono stati vicini e non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno capendo il mio “dramma” sportivo. Lo metto tra virgolette, perché i drammi veri sono altri».

In attesa di ritrovare il suo posto allo Juventus Stadium, a Palermo Conte ha già riassaporato sensazioni intense, che per quattro mesi gli sono state precluse: «Quello che più mi è mancato è stato il contatto fisico con i miei calciatori e la cosa più bella è stato l’abbraccio con tutti a fine gara. A questo non vorrei mai rinunciare: godere della vittoria, se è meritata, come è accaduto a Palermo».

Il suo rientro al Renzo Barbera è stato l’evento mediatico della domenica, tanto che per tutta la gara il tecnico bianconero è addirittura stato seguito da una telecamera dedicata: «Credo sia normale. L’attenzione mediatica nei miei confronti era stata spropositata nei momenti negativi, ma allora nessuno l’aveva sottolineato. Qualcuno invece l’ha fatto ora, ma ora c’è mediaticità sempre, o non c’è mai. Per me c’è sempre, nel bene e nel male. Tutta questa attenzione deriva dal lavoro svolto ogni giorno: quando sono arrivato lo scorso anno, venivamo da due settimi posti. Poi abbiamo vinto da protagonisti un campionato eccezionale e questo ha portato ad accendere i riflettori sulla Juventus, sui calciatori, che sono gli artefici del miracolo, e sulla società, nuovamente riconosciuta a livello internazionale. Questo è frutto del lavoro e dei risultati».

Conte ha ritrovato la sua Juve in vetta al campionato e qualificata agli ottavi di Champions come prima nel girone. Ha ritrovato insomma una Juve ancora più forte dello scorso anno: «Sicuramente più consapevole. Lo scorso anno eravamo di questi tempi un grosso punto interrogativo. Avevamo già iniziato a stupire, visto che ai nastri di partenza ci davano al sesto, settimo posto. Quest’anno c’è più convinzione, data dall’aver vinto lo scudetto e la Supercoppa, essere arrivati in finale di Coppa Italia ed essere ancora primi in campionato, meritando questa posizione. L’abbiamo ottenuto con grande difficoltà e sono note a tutti. Abbiamo quattro punti di vantaggio sulla seconda ed è un buon margine, ma può essere nulla se non si continua a vincere. Il passo di chi sta davanti è molto spedito ed è importante confermarsi giornata dopo giornata».

La mentalità insomma è sempre la stessa, ma certo la realtà bianconera è sempre più solida: «Quest’anno abbiamo operato sul mercato senza spendere e spandere, agendo sul rafforzamento delle fondamenta, con giocatori come Asamoah, Isla, facendo tornare Giovinco, prendendo giocatori svincolati come Pogba… Mi auguro un giorno di arrivare poi a prendere giocatori da 35, 40, 45 milioni. Allora potremmo iniziare a guardare il PSG, il Real i due Manchester, il Bayern… Ora dobbiamo stare calmi e continuare nel nostro percorso. E’ importante riconfermarci in Italia, rimanendo in pianta stabile in Champions per proseguire il progetto iniziato insieme alla società. Ci sono squadre come Inter, Milan, Roma, Lazio, Napoli che faranno di tutto per essere protagoniste e non dovremo mai mollare. Dovremo essere cattivi, determinati e vogliosi. Sarebbe bello rivincere perché come dico sempre ai ragazzi, una volta può succedere a tutti. Quando capita di nuovo significa che alla base c’è qualcosa di vero e vuol dire iniziare ad essere uomini vincenti. Questa è la differenza tra un giocatore fortunato e un campione».

 

Fonte www.juventus.com